martedì 15 maggio 2012

TERRY SCHIAVO: Volevo ballare il Bunga Bunga anch’io… un titolo volutamente provocatorio per incuriosire e far riflettere

Terry Schiavo: Volevo ballare il Bunga Bunga anchio’io… un titolo volutamente provocatorio per incuriosire e far riflettere.
In libreria  il mio sguardo cade incuriosito su un libro dal  titolo chiassoso: Volevo Ballare il Bunga Bunga anch’io, confessioni semiserie di una showgirl. E se l’abito non fa il monaco… io devo sapere cosa si cela tra le parole del primo libro dell’attrice, cantante e presentatrice Terry Schiavo. Il risultato? Un vero e proprio colpo di scena. Lontano dall’essere un libro scandalistico è la bella storia, farcita da una buona dose di ironia, che racconta attraverso l’esperienza della soubrette la difficile strada per essere un’artista e rimanere fedele a se stessi.

Dopo aver letto le sue pagine mi sono chiesta “Come mai la scelta di un titolo così fuorviante”?


Più che fuorviante lo definirei, volutamente provocatorio. Un titolo che spaventa o incuriosisce ma che senza dubbio non lascia indifferenti. Un titolo che nasce da un sogno erotico. Un sogno di una notte, che vedeva protagonista il Cav. Berlusconi. Del resto credo che nessuno di noi abbia il potere di gestire o pilotare i sogni notturni, a malapena siamo in grado di farlo con quelli ad occhi aperti.


Immagino che molti le abbiamo chiesto la vera identità dei suoi protagonisti, ma credo che continui a rimanere un dettaglio non fondamentale per un libro che parla di religione, amore e professionalità. Che messaggio  o consiglio vuole dare a chi, come lei vuole intraprendere la strada dello spettacolo
?

Un libro per sorridere e magari riflettere al tempo stesso. Una lettura leggera e mi auguro divertente che, in chiave semiseria racconta di un dietro le quinte dove non è tutto oro quello che luccica, ma fa capire anche che  il "Bunga Bunga" è vecchio quanto lo spettacolo stesso e che esisteva già al tempo di Adamo ed Eva. In fondo, queste danze erotiche non le ha inventate il Cavalier BERLUSCONI. Non è suo il merito e nemmeno la colpa; ha portato alla luce un modus operandi antico quanto il mondo.


Nelle sue pagine si parla di una grande storia d’amore che l’ha avvicinata al Buddismo. In questo suo cammino fatto di alti
e bassi cosa significa la religione e quanto influisce sulla sua vita?


Sicuramente l'incontro con uno dei miei grandi amori del passato, ovvero Marco Columbro, ha influito in qualche modo. Marco è un libero ricercatore spirituale, ama sottolinearlo e non è un caso poiché la religione è fondamentale nella vita di ognuno, anche di coloro che non se ne rendono conto. Senza religione, senza fede è difficile poter immaginare e sperare di vivere appieno ogni istante della nostra vita. Noi non siamo solo un corpo ma ognuno di noi è un'entità spirituale, che, in gergo buddese si chiama buddità. Marco e io ci siamo frequentati molti anni fa, ero già affascinata e attratta dal buddismo ma ho iniziato a praticare solo un anno fa, quando i tempi sono maturati. C'è un momento giusto per tutto e il tempo è relativo. Ogni istante è da considerarsi unico e irripetibile.


La simpatia e la forte autoironia che la contraddistinguono si scontrano con lo stereotipo di diva. Nella sua carta d’identità ha scritto professione: Superstar. Cosa intende?


Simpatia e ironia fanno parte del mio essere ma non sono sempre simpatica! Se mi fanno arrabbiare divento una iena...sono ancora molto poco buddista in questo! Comunque confermo, e questo emerge soprattutto quando lavoro, di essere capace di una buon dose di autoironia perché prendersi in giro è la base, la condizione indispensabile per riuscire a superare i propri limiti. Simpatica non lo so, so che cerco sempre di divertirmi e scavo in ogni situazione per portare alla luce il lato positivo e giocoso della vita e della professione. Della mia professione che amo in modo particolare.
  Superstar significa: saper illuminare la propria vita ed essere capaci di viverla da protagonisti.

Domanda di rito: cosa vuol dire con segni particolari “Bionda dentro”?


Vuol dire saper fare spallucce di fronte ad ogni avversità e con un pizzico di incoscienza aggirare o superare l'ostacolo e...andare oltre. Vuol dire mano di ferro in guanto di velluto. Vuol dire che gli uomini sposano le more ma amano le bionde...cosa non da poco oggi visto il cescente numero di divorzi!


Dalla nostra chiacchierata mi sembra una persona piena di sorprese… Può anticiparcene una sul suo futuro?


Sì, un singolo e relativo videoclip di prossima uscita, Like a Diva. Genere dance, inglese con contaminazioni elettroniche. L'evoluzione naturale de "Volevo ballare il Bunga Bunga anch'io!". Un brano che prende in giro tutti coloro che, protagonisti dello showbiz o aspiranti tali, farebbero carte false per un posto al sole, per denaro o per un briciolo di notorietà.

Volevo Ballare il Bunga Bunga anch’io: un libro per chi sa andare oltre le apparenze.

Blondie

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