martedì 28 ottobre 2014

SINDROME DA PERFEZIONE: CONSIGLI PRATICI PER GESTIRE LA DONNA E LA MOTO PERFETTA.

Mi ci sono voluti 33 anni per capire perché una donna appariscente prima piace e poi viene accantonata perché "ingestibile".
La spiegazione era a portata di mano, ma a quella di un uomo. 
Leggendo "Resti tra noi - Dialoghi con la motocicletta" di Roberto Patrignani ho trovato l'illuminazione sulla via di Damasco. 
Per chi non lo conoscesse questo libro cult raccoglie i migliori racconti pubblicati da Patrignani nel corso di 10 anni di Motosprint (stampato nel '93). Tra una verità e l'altra mi imbatto in "Sindrome da perfezione". In queste poche righe si racconta il flirt tra un motociclista e la sua prima giapponese:

"Come tanti ci era arrivato più per crearsi una immagine nuova, un po' selvaggia, che gli permettesse di razzolare in un giro diverso, più giovanile, e spigliato della vecchia cerchia di conoscenze, datate e spente.
Sta di fatto che si fece la sua bella moto giapponese

lunedì 20 ottobre 2014

MY NAME IS... MY NAME IS... PIANTALA DEBBIE - 100 ANNI DI EICMA

Molti gli spunti in questi giorni. Chi la voleva chiamare come la Dietrich ( ma è più adeguato per una mela),  chi a tutto gas ha pensato a Wheels o Tazio in onore di Nuvolar. Sono seguiti Kawa (una pianta è verde), Guendalina, Aprilia (sa di primavera). Il buon amico Maffioli ha popostro Audrey... però è troppo da pianta mora.
Ho amanto Grace (alle passioni va aggiunta la grazia, il savoir faire). C'è stato poi il classicone Maria... ma ho immaginato che non sarebbe stato opportuno. Ma non mi convincevano ancora.
La missione sembrava compiuta grazie all'intervento dell'Art Stefano Narra, che di missioni Im-possible se ne intende con il nome Debbie... 
Come chi è Debbie?
Cantautrice, cantante, modella come coniglietta di Playboy,  Deborah Ann Harry  è maggiormente nota per essere la cantante del gruppo newyorkese Blondie, famosi soprattutto per i successi che tra 1976 e il 1982 scalarono le classifiche musicali internazionali, tra cui i più noti furono Heart of glass, Atomic, Call me, The tide is high e Rapture. Geniale, elegante, da intenditore.
Poi arriva Joy Curtis che suggerisce un PIANTALA. Mi piace mi ha fatto sorridere per la genuina semplicità, ricorda uno dei nomignoli che ti danno in compagnia quando sei ragazzino. 

L'unica cosa che rimaneva da fare era darle un nome composto. 
Vi presento PIANTALA DEBBIE.





Ora seguirò le istruzioni e... ta ta... Piantala Debbie ha visto la luce.




Nel frattempo mi sono arrivate delle foto....Qui sotto Romeo...




Le vostre come si chiamano?Intanto ascoltate questa... Call meeee

Blondie

mercoledì 15 ottobre 2014

A.A.A. CERCASI NOME DISPERATAMENTE!

Arrivo lunedì mattina in ufficio e trovo un pacchetto sulla mia scrivania. Adoro i pacchetti. Cosa ci sarà dentro?Sicuramente un ottimo modo per cominciare bene la settimana: qualcuno mi ha pensata. 
Apro un pò emozionata. All'interno una piccola latta decorata con una campagna che conosco molto bene, quella per il centenario di EICMA
Cosa ci sarà dentro questa latta mignon? Il primo pensiero è una pen drive ricca di comunicati, programma del salone e immagini. Ho quasi timore di aprirla per paura di rovinarla.
Una frase mi colpisce: LET YOUR PASSION GROW.
Il dubbio mi sfiora. Che non sia una chiavetta? Riguardo meglio la latta... Sul fondo un piccolo tappo cela delle istruzioni, e se anche di prassi non le amo più di tanto mi arrendo. Con stupore scopro che all'interno non c'è materiale per lavorare ma  una piccola pianta da far crescere. Alla felicità iniziale si contrappone il terrore della responsabilità.
Io non ho il pollice verde, a meno che non si macchi con l'evidenziatore.

giovedì 9 ottobre 2014

LA VERA IDENTITA' DI IRONMAN? ALEX ZANARDI

Prendo in mano l'ultimo numero di Riders, sfoglio e trovo una splendida intervista di Pisto che racconta la nuova impresa di Alex Zanardi: l'11 ottobre sarà in gara come Ironman alle Hawaii. 
C'è chi gli ha dato del folle a intraprendere questa avventura: “Non è così, ci ho ragionato: io credo di avere quella distanza nelle braccia, anzi il fatto di non avere le gambe non dico che in certi frangenti della gara sia un vantaggio, ma quasi. La maratona è una roba contro natura, tu pensa a farla dopo che hai nuotato e fatto 180 chilometri in bici, io almeno non mi ritroverò a gareggiare sulle mie gambe, ma spingendo la carrozzina. Il mio vantaggio è che dopo tanti anni di handbike le microvene delle mie braccia sembrano dei capillari, i capillari vene e le vene quasi arterie e ci arriva un sacco di sangue” dice al magazine.

Cosa dire ogni volta mi lascia a bocca aperta e la mente torna indietro di 4 anni:
Circuito Internazionale di Monza. Riders e BMW Motorrad organizzano l'impossibile: Zanardi in sella della Hp2 Sport
Cover Riders 27/2010
L'orgoglio mi attraversa: tra i pochi testimoni che hanno potuto godere di quell'impresa c'ero anche io.
Immaginate l'atmosfera. Tiepida mattina di dicembre, l'unido che attraversa la schiena e una sveglia a dir poco mattiniera... Il sonno prevalica la ragione: Zanardi sta per salire su una moto. E allora? Lui può fare tutto, lo ha sempre fatto. Non pensi ai suoi "limiti".
Arriva e quando ci scende dal grosso macchinone nero è subito AMORE. Saranno stati i grandi occhi blu o forse l'accento romagnalo, non so. Anzi lo so il perchè... E' stata quell'aura che lo accompagna. Arriva e ti spiazza. Li ho cominciato a pensare che nascondesse un segreto... 
Si veste, sale in moto e ci spiazza: "D... Bho in moto senza mani c'ero andato, ma senza gambe mai!" e ride. Un sorriso travolgente, una risata contagiosa.
Finalmente realizzo. 
Alex Zanardi sta per guidare una moto. Orca!

Inizia il primo giro. La pista è umida, non propriamente adatta a una corsa

Al secondo giro già mi trovo a sgranare gli occhi "Era forse un accenno di penna?". Sì lo era! Lo conferma il giro successivo in cui

lunedì 6 ottobre 2014

BI O QUADRICILIDRICA? QUESTO E' IL PROBLEMA! LA PATENTE & UNA BIONDA VOL.6




Ancor prima di prendere la patente parenti e amici cantilenavano la stessa nenia: "Ora inizia con una bicilindrica, poi passerai a una quattro cilindri, per iniziare va bene". Per mesi ho mosso  la testa in segno di comprensione, con un volto disteso come se sapessi di cosa stessero parlando, ignorando ovviamente che esistono anche i monocilindrici e  i tre cilindri.

Stufa di vivere nell'ignoranza un pomeriggio d'estate ho interpellato mio fratello e gli ho fatto la fatidica domanda: "Qual è la differenza?".
Gli si sono spalancati gli occhi e incredulo si è accertato che non fosse un colpo di calore a farmi parlare. Seria e composta gli ho detto: "Devo capire!. Bionda sì! Ignorante no!"
L'espressione sì è fatta ancora più seria o forse era solo preoccupata, ma non mi ha detto di no e così la prima lezione di meccanica è iniziata a bordo mare per concludersi con uno Spritz davanti a un memorabile tramonto. Memorabile è stata anche la pazienza del mio "fratellino" davanti alla quantità spropositata di "perché" che la mia bocca è riuscita a pronunciare.

Cilindri, pistoni, esplosioni, iniezione, coppia. Credo si sia toccata anche un po' di botanica con l'albero motore. Un cumulo di informazioni che ho dovuto elaborare alla mia maniera. Tante forse troppe tutte in una volta,  ma è stato come iniziare a studiare il corpo umano.

Nella mia testolina la formula magica "aspirazione , compressione , scoppio , espansione e scarico" ha trovato forma e comprensione traducendo il movimento cilindro-pistone nel funzionamento del cuore. Un'immagine nella mia testa: il grande cuore della campagna pubblicitaria del centenario di
EICMA



Campagna EICMA 100 anni di passione
Perché il cuore?

mercoledì 1 ottobre 2014

DO YOU LOVE VINTAGE? I LOVE I COLORI DEL BIANCO, VINTAGE SHOP

Per essere Principessa serve una Fatina e questo è un dato di fatto. Che io ami fare la Principessa è un altro dato di fatto. Ecco perché di tanto in tanto vado da I colori del bianco, mi infilo l'abito in tulle rosa da archivio e mi perdo nei racconti della mia Fatina. 
Il suo nome è Loredana Mapelli mente e cuore di un piccolo tesoro per gli amanti del vintage...


La prima volta che sono entrata ero titubante e alquanto restia a comprare "cose usate" che fossero abiti o pezzi di design. Sapete quanto rimasi dentro?
Più di tre ore e portai a casa un discreto bottino. Il segreto? La capacità di Loredana di farti apprezzare e capire il vintage. 

"Ogni pezzo attende il suo proprietario. Il fascino di questo lavoro è nel trovare il pezzo che ancora non avevi, lo pulisci, cerchi di dargli un'identità e di ricostruirne la storia" mi disse, ma quello che davverò mi colpì fu: "Le firme famose come Chanel, Balenciaga, Christian Dior, Gucci le conosciamo tutti, ma ci sono molti nomi di laboratori non così famosi che