mercoledì 28 ottobre 2015

MONTECATENA: UNA SCELTA SU MISURA

Questa volta è proprio il caso di dirlo...
C'era una volta, circa un anno fa, una Bionda che voleva diventare una motociclista seria. Tanto seria da equipaggiarsi di giacca protettiva, casco, paraschiena e tutto ciò che l'avrebbe resa più sicura a cavallo della moto che ancora non aveva. Allo stesso tempo, però, non voleva rinunciare alla sua femminilità e poter avere qualcosa di unico.
E se, i sogni son desideri e le cose non capitano mai a caso ecco che avvenne la magia...


Dopo un'intera settimana dentro e fuori EICMA avevo deciso che la domenica avrei riposato, ma l'arrivo di due amici cambiò i programmi. 
E proprio a fine giornata, stanca, affamata e con molta voglia di tornare a casa che mi si richiese un ultimo sforzo "perché c'è un marchio che devo proprio vedere". Alla fine cosa mi sarebbe costato? Se fai 30... 
Arrivo al luogo X e vengo catapultata tra cavalieri e sognatori. L'allestimento è cosa di più lontano dal mondo e delle due ruote di tutta la fiera.
Il punto di attrazione unico: una giacca di pelle nera con una croce sul petto attrae la mia attenzione, come anche lo strambo uomo col cappello a cilindro. Ha qualcosa di ancestrale. 
Scopro essere Sergio Monteverdi,
anima del marchio, che col suo fare da gentil uomo e la dialettica da filosofo classico mi rapisce in un viaggio d'altri tempi tra armature, dame e creatività.
La giacca continua a fissarmi.
Cedo e indosso quella che scopro chiamarsi Rotas. E ora chi me la toglie? Quella giacca doveva essere mia. 
Le parole taylor made, fatta in Italia e con le protezioni erano tutto quello che cercavo in un capo che poteva essere uscito da un giornale di moda più che di moto. 
Saluto Sergio dicendogli che ci saremmo sentiti presto... 
Montecatena non mi esce dalla testa. Le lunghe chiacchierate con Sergio