lunedì 22 febbraio 2016

NON TI RICORDI COME SIA FINITA LA SERATA ? E' STATA UNA GRANDE SERATA. IL BALLO DEL DOGE 2016 E' ANDATO IN SCENA!

Una vecchia tradizione, che si tramanda da secoli tra le calli veneziane,  racconta se ti svegli con un grande cerchio alla testa e non ricordi esattamente come tu sia finita sana e salva nel tuo letto, allora, il giorno dopo potrai affermare con certezza che sia stata una grande serata.
Affermo con altrettanta certezza che il 6 febbraio 2016, sia stata una grande serata! La fine è confusa, ma  ricordi importanti sono vividi come il mal di testa che mi assale.
Eppure riesco solo a ridere, felice e leggera come accadeva dopo le prime feste serali, dove una madre troppo fiduciosa, la mia, accettava di lasciare una casa libera di sera perché un’orda di ragazzini si potesse  atteggiare a giocare a fare gli adulti. Risultato? Siamo diventati degli adulti che di tanto in tanto si incontrano per fare i ragazzini e non dimenticare quella sana innocenza. 

Ecco se dovessi sintetizzare The Secret Gardens of Dreams userei la parola Amicizia. Vecchi e nuovi amici.
Sabato sera. Palazzo Pisani Moretta:Il Ballo del Doge. Terza volta in un sogno.

Che sia l’evento di Carnevale più bello e lussuoso al mondo è noto a tutti, che ogni edizione sia ancora più spettacolare della precedente è un dato di fatto. Che per indossare uno dei meravigliosi abiti, rigorosamente realizzati a mano, serva una aiutante e molto allenamento fisico, è la base. Il corpetto cinge la vita come un amante desideroso e i seni sono compressi per non far scappare le emozioni. Tante tutte insieme.


Come in ogni favola che si rispetti ci sono degli elementi fondamentali perchè la narrazione possa seguire il suo corso. Se Cenerentola poteva contare sulla Fata Madrina, i topini e una zucca io ho dalla mia Marzietta più nota a corte come la Regina Ballerina, il rito dello Spritz e tramezzino prima di dar via alle danze e la ferma intenzione di farmi rapire dalla polvere di stelle per far parte della magia e non essere solo uno degli spettatori.


Non mi soffermerò sulla bellezza degli allestimenti, la ricchezza degli addobbi floreali, la spettacolarità e bravura degli artisti o l’attenzione ogni singolo prezioso dettaglio. Per quelli dovreste esserci, confesso la mia incapacità a descriverne l’incanto. Solo gli occhi, uniti all’anima e aiutati dalle orecchie potrebbero. Il Ballo non si guarda, si vive.
Mi soffermerò invece sulla Bellezza delle persone. Per quelle posso trovare le parole.

Di bianco vestita, celata dietro un copricapo piumato e una maschera che incornicia i suoi occhi caldi e profondi come la cioccolata fondente, lei, la quintessenza dell’Amore. Il suo nome, declinato al femminile o al maschile, è un mantra ricorrente nella mia vita. In questo momento della mia vita. E’ entrato prepotente: ha preso, ha dato, ha preso. Questa sera ha dato. Persa nel suo magnetismo, nella sua gentilezza, nella sua purezza. 
Colpisce la dissonanza tra il corpo minuto e il piglio deciso con cui, credo, affronti la vita. I suoi occhi non potrò dimenticarli. Come non potrò mai dimenticare gli sguardi tra lei e suo marito. Quegli sguardi dicono tutto. Lei gli sta accanto, lo protegge dalle schifezze del mondo, lo fa nonostante tutto, nonostante il tempo. Lo Ama, perdutamente e come pochi sanno fare: con grazia, con logica, con cuore. Un’altra donna sarebbe stata schiacciata dal peso di un uomo così magnificamente ingombrante come il suo. Lui sa che lei è la chiave di violino della sua vita. Lui la guarda come fa il Capitano quando naviga a vista, cercando il suo faro. Cercando casa, cercando luce. Lui sa che per lontano che possa andare, c’è un posto chiamato casa da cui ritornare. Sempre. 
Sono perfetti e mi convinco sempre più che una coppia sia fatta da un 1+1 e non da mezze persone che insieme tentano di farne una. Li guardo incantata.

Una contorsionista mi riporta all’attenzione. Sospesa in aria
racconta col suo corpo snodato la sensualità del Peccato originale. Che sia davvero peccato perdersi nella vita, nelle passioni e nella vita? Se questo è: “Signore perdona, perchè ho peccato e peccherò godendo di tutto ciò di meraviglioso hai creato”.
Ed eccolo lì il peccato è dietro l’angolo, il gran angolo per l’esattezza. Di chi sono quegli occhi glaciali montati su un sorriso caldo come il sole che punta a Capri? L’accento è dei miei preferiti. Inglese. Great! E’ sperduto in tanta italianità. Non ci va molto che si inizi a chiacchierare. Un uomo elegante, mai fuori posto. Uno 007 mandato da un noto tabloid inglese a scoprire gli usi e costumi della città più godereccia e passionale dello Stivale. E se l’Italia fosse donna, per l’occasione indosserebbe senza alcun dubbio uno stivale di Sergio Rossi, altissimo, lungo fino al ginocchio, stretto come una pelle di serpente. Ci sono tutti gli ingredienti per una Spy Story. Anche il nome di occhi azzurri è all’altezza. Il suo nome è Luke, Luke Mc Gregor. Non aggiungo altro. Preferisco godermi la conversazione.

Le buone maniere mi riportano all’ordine è ora di andare a cena. Ogni anno la stessa attesa. Quale il nome del tavolo? Quali i suoi ospiti? Lo intravedo da lontano… Sorrido. 
“Bellezza” il suo nome è Bellezza. Un segno? E’ alla Bellezza, quella delle piccole cose e dei grandi cambiamenti a cui ho votato la mia vita da un anno a questa parte. Bellezza un messaggio-missione da divulgare, condividere, capire. Bellezza, con due o una sola “z” è un obiettivo, non una qualità.
Alla mia sinistra (la parte del cuore) come un angelo solo la Regina Ballerina. A destra Sammy, Sue e Seth Shapiro. Più che una famiglia un team from the USA. A tavola un posto vuoto, tutti si domandano chi arriverà a occupare la seggiola.
Per rompere il ghiaccio improvvisiamo un brindisi “alla allegra brigata”. Ci serve poco per trovare dei punti in comune: mangia, godi, ama. Per pregare ci sono altri tempi e modi.
Stiamo per inneggiare ad un terzo brindisi che ci raggiunge l’ultima commensale. Veneziana, bellissima e scopriremo anche una piacevolissima compagnia. E’ ufficiale il tavolo ha la portata di uno Tsunami di Bellezza, con “B” maiuscola.
Trovo particolare affinità con Sue e Sammy. Lui fascinoso cavaliere d’altri tempi e il gentil consorte di una donna (scoprirò solo alla fine essere bionda) forte, ammaliante e non curante del tempo che passa, che per inciso non credo si sia ricordato di lei. 
Tra una parola e l’altra segno in agenda una delle mie mete future: Fort Lauderdale, Florida alla scoperta del That BarWhat is That Bar? Come cos’è? Il locale di proprietà della Shapiro’s Family. La spiega sulla scelta del nome mi ha rapita. Se ti chiedono dove trovare il cocktail migliore? That Bar. La musica migliore? That Bar. La compagnia migliore? That Bar. Follemente geniale. 
Al tavolo Bellezza si fanno progetti per il futuro. Ci si scambiano promesse e saggi consigli di vita. Tra i tavoli si aggira anche la nostra Pomponette, pronta a immortalare sguardi, emozioni e l'aria frizzante che si respira a palazzo.

L’inizio della fine arriva con il ballo di rito con Aldino. Tra lui e me… l’infinito, ma sono proprio uomini come lui che ti ricordano che è solo una questione di punti di vista. Volteggio come un fuscello condotta con decisione dalle sue piccole mani. 
Da un ballo all’atro il caledoscopio di ciò che mi accadeva intorno è sfuocato: brindisi, suonatori ad accompagnare acrobati sui  trampoli, le Appasionate che ammaliano come le sirene di Ulisse con le loro voci e i loro corpi che raccontano il piacere. Lucido il ricordo di una ragazza persa nello schermo di un cellulare. La musica le correva addosso, il ritmo le sfiorava i timpani ma lei era da un’altra parte, in compagnia di qualcuno capace di farla sorridere davanti ad un oggetto inanimato. Avrei pagato per poter essere i suoi occhi, almeno per un istante.


Mi sono fermata solo ore più tardi quando al rintocco dell’ultimo brindisi, che sapeva di cioccolato e vodka, ho salutato la brigata di una sera con la promessa di rimanere in contatto. Quando ti saluti al Ballo del Doge con la promessa di non perderti di vista non è solo un atto di cortesia, ma una promessa tra cavalieri della Tavola Rotonda, siglata dagli sguardi di fate ed elfi, battezzata con lo spirito divino della leggerezza.










Questa magia veneziana porta un solo nome : Antonia Sautter.








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