mercoledì 24 febbraio 2016

MONELLA PER UN GIORNO - #GHOSTNUMEROUNO


Qualche mese fa mi chiama l'amico Giorgio Racca per parlarmi della sua nuova impresa: realizzare la prima edizione cartacea di Ghost. Il  progetto è entusiasmante, dice,  parlerà in primis dell'argomento che ha accumulato tante delle nostre chiacchiere: le due ruote. Ma lui è un uomo intelligente e sa che i grandi amori crescono solo se conditi da ingredienti importanti come  il cibo, l’arte, la fotografia e le persone. A maggio era già uscito  #ghostnumerozero come anteprima del concept editoriale firmato da Cibele Edizioni. Un serial book, da pubblicare due volte l’anno che racconta storie di donne, di uomini e di passioni attraverso la fotografia.


Giorgio, il Ghost che porta il numero di serie 01, vuole raccontare anche storie di donne,   in particolare delle motocicliste. Quattro per l'esattezza. Quattro sfumature. Quattro esperienze. Un unico credo, la motocicletta, un unico sguardo quello di Lucrezia Simmons
Tiziana, Kelly, Daniela e Alessia.

Alessia la conosco. Ecco la "proposta indecente", far parte del dream team. Parlare del mio amore per Felix, Moto Guzzi V75 , di sicuro non sarà un problema, quello di posare un po' di più. 
Lucrezia mi chiama per accordarci, posso sceglier la location. Nessun dubbio, una e una sola, la mia wonderland: Start and Speed .

L'appuntamento è per un sabato mattina di fine settembre. E' noto ai più che quando uno deve fare delle foto ha bisogno di riposo, ore di sonno come non ci fosse un domani. Ecco perché sono andata a letto presto a base di dieta liquida. Le 02.00 after party mi pare un ottimo compromesso.

Scendo in garage e ovviamente la bellona fa i capricci come le star. Parte, ma il motore ha deciso di funzionare per metà. Urge un check da Ercole prima di inforcare l'autostrada. E io che volevo un caffè al bar. 
Al solito era la candela. Finalmente sono per strada, destinazione Dalmine.
Ci siamo. Oggi si scatta qui per due ragioni fondsamentali:

Luz & me
- volevo che Lucrezia conoscesse un luogo suggestivo perché non si fanno moto, ma si fa magia. Il posto dove mi rifugio e in cui Luca Luzzardi esaudisce desideri, concretizza sogni, regala emozioni.

- Luz stesso. Che è una delle due ragioni per cui sono tornata in sella. Ricordo ancora la prima volta che ci siamo visti: idroscalo in occasione della Riding Season. 
Abbiamo scambiato due parole, due. Lui un uomo barbuto, silente e con due grandi polisiere in pelle cosa mai avrebbe avuto da condividere con una Bionda con una bionda in mano? A detta di Tarantino, molto. E in effetti, siamo ancora qui a parlare di tutto e di niente, se non di sogni e magia. 

Tolgo il casco e mi presento. Lucrezia è una donna minuta dal grande sorriso. La stretta di mano è decisa e i suoi occhi mi dicono che non mi sono sbagliata. Siamo nel posto giusto,con le persone giuste. Attorno a noi solo opere d'arte. 
Due chiacchiere per sciogliere il ghiaccio, una sigaretta per allentare la tensione e cominciamo.
Difficile, molto difficile. Un baccalà sarebbe più espressivo. 
La donna dietro

lunedì 22 febbraio 2016

NON TI RICORDI COME SIA FINITA LA SERATA ? E' STATA UNA GRANDE SERATA. IL BALLO DEL DOGE 2016 E' ANDATO IN SCENA!

Una vecchia tradizione, che si tramanda da secoli tra le calli veneziane,  racconta se ti svegli con un grande cerchio alla testa e non ricordi esattamente come tu sia finita sana e salva nel tuo letto, allora, il giorno dopo potrai affermare con certezza che sia stata una grande serata.
Affermo con altrettanta certezza che il 6 febbraio 2016, sia stata una grande serata! La fine è confusa, ma  ricordi importanti sono vividi come il mal di testa che mi assale.
Eppure riesco solo a ridere, felice e leggera come accadeva dopo le prime feste serali, dove una madre troppo fiduciosa, la mia, accettava di lasciare una casa libera di sera perché un’orda di ragazzini si potesse  atteggiare a giocare a fare gli adulti. Risultato? Siamo diventati degli adulti che di tanto in tanto si incontrano per fare i ragazzini e non dimenticare quella sana innocenza. 

Ecco se dovessi sintetizzare The Secret Gardens of Dreams userei la parola Amicizia. Vecchi e nuovi amici.
Sabato sera. Palazzo Pisani Moretta:Il Ballo del Doge. Terza volta in un sogno.

Che sia l’evento di Carnevale più bello e lussuoso al mondo è noto a tutti, che ogni edizione sia ancora più spettacolare della precedente è un dato di fatto. Che per indossare uno dei meravigliosi abiti, rigorosamente realizzati a mano, serva una aiutante e molto allenamento fisico, è la base. Il corpetto cinge la vita come un amante desideroso e i seni sono compressi per non far scappare le emozioni. Tante tutte insieme.


Come in ogni favola che si rispetti ci sono degli elementi fondamentali perchè la narrazione possa seguire il suo corso. Se Cenerentola poteva contare sulla Fata Madrina, i topini e una zucca io ho dalla mia Marzietta più nota a corte come la Regina Ballerina, il rito dello Spritz e tramezzino prima di dar via alle danze e la ferma intenzione di farmi rapire dalla polvere di stelle per far parte della magia e non essere solo uno degli spettatori.


Non mi soffermerò sulla bellezza degli allestimenti, la ricchezza degli addobbi floreali, la spettacolarità e bravura degli artisti o l’attenzione ogni singolo prezioso dettaglio. Per quelli dovreste esserci, confesso la mia incapacità a descriverne l’incanto. Solo gli occhi, uniti all’anima e aiutati dalle orecchie potrebbero. Il Ballo non si guarda, si vive.
Mi soffermerò invece sulla Bellezza delle persone. Per quelle posso trovare le parole.

Di bianco vestita, celata dietro un copricapo piumato e una maschera che incornicia i suoi occhi caldi e profondi come la cioccolata fondente, lei, la quintessenza dell’Amore. Il suo nome, declinato al femminile o al maschile, è un mantra ricorrente nella mia vita. In questo momento della mia vita. E’ entrato prepotente: ha preso, ha dato, ha preso. Questa sera ha dato. Persa nel suo magnetismo, nella sua gentilezza, nella sua purezza. 
Colpisce la dissonanza tra il corpo minuto e il piglio deciso con cui, credo, affronti la vita. I suoi occhi non potrò dimenticarli. Come non potrò mai dimenticare gli sguardi tra lei e suo marito. Quegli sguardi dicono tutto. Lei gli sta accanto, lo protegge dalle schifezze del mondo, lo fa nonostante tutto, nonostante il tempo. Lo Ama, perdutamente e come pochi sanno fare: con grazia, con logica, con cuore. Un’altra donna sarebbe stata schiacciata dal peso di un uomo così magnificamente ingombrante come il suo. Lui sa che lei è la chiave di violino della sua vita. Lui la guarda come fa il Capitano quando naviga a vista, cercando il suo faro. Cercando casa, cercando luce. Lui sa che per lontano che possa andare, c’è un posto chiamato casa da cui ritornare. Sempre. 
Sono perfetti e mi convinco sempre più che una coppia sia fatta da un 1+1 e non da mezze persone che insieme tentano di farne una. Li guardo incantata.

Una contorsionista mi riporta all’attenzione. Sospesa in aria