giovedì 30 giugno 2016

FAME- Racconto Erotico




Non si dica mai che le ragazze stanno sempre a dieta... 
La Fame è fonte di vita, creatività e gioia...
Un mio post di qual tempo fa ha ispirato questo nuovo racconto. per LELO. Faceva più o meno così:
"Ho Fame.
 Ho fame di Bellezza, Verità, Intelligenza, Ironia, Leggerezza, Cultura, Risate, Amore, Eros.
 Ho Fame.
 Fame di Parole, Confronto, Cibo, Passioni, Sensibilità, Ebrezza, Euforia.
 Ho Fame.
 Ho fame di te."

La fame però viene tutti i giorni, cambiano gli ingredienti e il risultato ma sa essere straordinariamente imprevedibile...

Buona lettura!


Ho fame.
Ho fame di te.
Continuo a ripetermelo da quando ho lasciato quel letto caldo in cui ho conosciuto il tuo sapore.
È arrivato a insegnarmi la fame, la fame di te. Caldo, improvviso e atteso con ansia infantile, ha il gusto del dolore che ti porti dentro. Amaro come il fiele è arrivato in gola a raccontarmi la voglia di essere libero, di fare un passo in avanti e cento indietro.
Non mi era mai venuta la voglia di conoscere il sapore di un uomo, ma quando hai fame cerchi di saziarti nelle maniere più impensate, sopratutto se la tua razione è sempre più piccola e tu hai sempre più fame.
Sei lì per me, sono lì per te. Pronti a superare quella barriera di timore che ci allontana. Troppo rispetto, troppa paura di farci male, troppa paura di non poter tornare indietro.
Mi accontenti e rimani su un letto, non nostro, vestito solo di seta sugli occhi e della mia bocca sul tuo pene turgido.
Continua la lettura. Clicca qui.




lunedì 20 giugno 2016

TU DA ME CHE COSA VUOI? - RIFLESSIONI AMOROSE

Tu da me che cosa vuoi?
E tu cosa mi dai?
Sfatiamo il mito che in amore l'importante sia un "dare" incondizionato. 
Siamo onesti, nonostante si possa dare più di quanto uno possa immaginare, dall'Amore ci si aspettano modi, atteggiamenti, sfumature. Vogliamo ricevere. Abbondantemente o almeno in una misura quasi proporzionale a quanto diamo.
Spesso il problema sono gli inizi. Presi dalla passione ci si lancia in iperboli di gesti, parole, attenzione nei dettagli. Quasi un’esagerazione che ci regala l’ebrezza di  una bollicina bevuta davanti a un tramonto. Tutto sembra possibile. 
Anche il nostro corpo è assuefatto a questa nuova esperienza chiamata Amore. 
Le  endorfine si scatenano, il cuore batte il ritmo di una hit estiva, una musica leggera che però ti rimane in testa: il famoso tormentone. L’altra persona diventa il tormentone. La pensi la mattina come apri gli occhi, trovi la sua dolcezza anche nella bustina del caffè, la sua preferita, non importa se per anni hai bevuto il caffè amaro. La pensi quando ti metti un paio di scarpe alte o il paio di pantaloni che le piacciono. La pensi quando scegli il profumo del bagnoschiuma o quando vedi una moto che ti sorpassa sulla destra, non importa che poi sia uno scooter. É l’ultima immagine che vuoi avere prima di addormentarti, ovviamente solo dopo aver ripercorso con la mente tutti i momenti passati insieme, aver analizzato la semantica di ogni what’s app o messaggio, cercando frasi segrete e significati nascosti. Nulla da fare, tutto il resto è noia. 
Inaspettata, improvvisa e molesta arriva la fase 2. Il dubbio. Non vi è una ragione specifica, se non l’insicurezza e la presa di coscienza che mentre noi ci siamo gongolati nella bolla dell’amore la Vita quotidiana non ci ha abbandonati, si è solo presa una pausa. E quando torna a riprendere il suo posto, come una brava padrona di casa, si porta dietro i doveri, i piccoli e grandi problemi, la routine. Si porta appresso anche la più stupide delle domande: “Sarà tutto vero? Mi prende in giro? Me lo merito?”.  E più si cresce più le paranoie diventano gigantesche perché ci portiamo appresso il pesante bagaglio, delle relazioni precedenti, delle delusioni e delle aspettative non realizzate. Siamo entrati nella fase dell’incertezza dell’Amore. 
I messaggi che prima ci davano la buonanotte ora ci tengono svegli a rimuginare sul fatto che se prima venivamo felicemente stalkerizzati da  pensieri e parole, ora c’è una brusca frenata. 
Perché? L’anima non si da pace. Non c’è un perché. E così parte la tortura tanto ben descritta dalla Nannini “ti telefono o no” o al secolo 2016 “ti messaggio o no? Chissà chi vincerà?”.  La scusa del “devi essere sicura/o di me” non regge. Com’è possibile che a me non sia passata la voglia di continuare sul quella sdolcinata via di romanticismo? C’è sempre una parte più debole, perché magari proprio quella sensibilità, quella capacità di ascoltare, la straordinaria capacità di leggerti l’anima e, se si è fortunati, la capacità di dare il giusto ritmo a due corpi che è riuscita a sciogliere anche il cuore lasciato più a lungo nella cella frigorifera di un moderno Jack Lo Squartatore.
I casi sono due: mettersi in stallo o affrontare la propria paura. La prima può essere ottima prima dell’estate perché porta a inappetenza, insonnia e relativo dimagrimento, ma è assai deleteria per psiche e fisico. 
La seconda comporta molto coraggio e la capacità di rimanere in apnea fino a quando non avrai il coraggio di dirgli: “Tu da me che cosa vuoi?”.
Attenzione! Ricordati che riceverai la stessa domanda…
Io che cosa voglio?
Voglio tutto.
Voglio te.
Voglio la tua testa.
Voglio la tua anima.
Voglio il tuo corpo.
Voglio essere conquistata tutti i giorni.
Voglio quello che ho conosciuto.
Voglio il tuo dolore.
Voglio la tua gioia.
Voglio condividere.
Voglio farmi bella per te.
Voglio aspettarti.
Voglio cercarti.
Voglio essere cercata.
Voglio il tuo sguardo.
Voglio farti all’amore.
Voglio farti il sesso.
Voglio ricevere in egual misura in cui do.

Voglio lasciare questa lista aperta.

venerdì 17 giugno 2016

ARRIVI & PARTENZE - RACCONTO EROTICO



Sarà l'estate, la voglia di sole e il cercare le soluzioni per far passare più piacevolmente le lunghe giornate monsoniche che la vena creativa è ripartita per cercare almeno una sfumatura degli HOT-MOMENTS.

Ho ripreso a scrivere le mie erotic novel per LELO e oggi, visto che sta per partire il week end, ho pensato che il luogo adatto fosse l'aeroporto di Linate... C'è chi arriva, c'è chi va...

Buona lettura!

ARRIVI & PARTENZE - RACCONTO EROTICO

Volevo dormire. Mi ero prefissa di ammutolire la sveglia, alzarmi all’ora del pranzo, richiudere gli occhi e fare colazione all’ora della merenda, ma un fremito mi obbliga a interrompere la veglia.
Il sole che penetra tra le persiane di legno verde è debole, intuisco che il giorno si è levato da poco. D’istinto allungo la mano per cercarti, solo quando stringo a vuoto le lenzuola ricordo che non sei con me.  Il senso di vuoto è immediato. Mi manchi.
Non conoscevo la solitudine né la fedeltà a un corpo. Poi se arrivato tu, inaspettato, a stravolgere la strategia affinata in anni: ti sei preso corpo e mente, uno solo non ti bastava.
Un unico player, mille + 1 modi di giocare, la pretesa di essere l’unico, la prerogativa di volermi sempre, in ogni luogo, in ogni momento
Socchiudo le palpebre ed è un flash.
Il lume di candela, noi a fare gli innamorati, mosche bianche tra i business men venuti da oriente. Ami possedermi, ma ancor più far saper che sono di tua proprietà. L’uomo brizzolato davanti a me si sta perdendo un po’ troppo nella mia profonda scollatura che lascia intravedere il seno bianco. Mi avvicini con la scusa di un bacio fanciullesco, per infilare una mano nell’apertura del vestito, mi baci e stringi sempre più forte fino a pizzicarmi il capezzolo. Mi lasci solo quando sei sicuro   
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