giovedì 16 febbraio 2017

DIARIO DI UN CUORE/3 - Anche tu sei andato via


Dal mare è arrivato, dal mare è ripartito. Lo sapevo che non sarebbe rimasto. Senza me nessuno rimane. Egocentrico e accentratore? Certo! Come dice Lei sono “UN MALEDETTO MUSCOLO PENSANTE”. Puoi essere d’accordo con me o meno, puoi considerarmi e decidere che per la tua vita non sono importate, puoi tentare di escludermi, ma, in “Cuor tuo”, sono la voce della coscienza, quella che dice la verità anche quando non vuoi ascoltarla. Custodisco le tue paure e tuoi più intimi segreti, solo a me non puoi nasconderli. Ecco perché cerchi di evitarmi. Ho il potere di farti volare e sbatter la faccia su un asfalto coperto di ghiaia in un tempo talmente piccolo da sembrare irreale.
Questa volta però sono confuso. Lei sembra aver trovato una sua dimensione senza di me. Testa e Ragione hanno fatto davvero un bel lavoro. 
“Dove sei andata, cos?hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
Cosa vuol dir sono una donna ormai”
Battisti detta i beat della mia preoccupazione.
La sento più leggera, dinamica, esplosiva. Il viso è disteso e  luminoso nonostante
non dorma quasi. Gli occhi ammiccano alla vita in ogni momento: al bar quando chiede un caffè, quando si perde a guardare la gente in metropolitana o passeggia sola per la città.
Non capisco, davvero. Mi viene quasi il dubbio che potrei non essere fondamentale per la sua felicità.
É partito lasciandola con la promessa di tornare con delle notizie importanti per loro. Guardavano il mare tenendosi stretti. Una promessa solenne, immagino.
Lei gli ha creduto e lo aspetta. Senza ansia, senza controllare nervosamente  le e-mail o posta. Non è questione di fiducia, ma di certezze. Gli crede, punto. Usa la logica, senza fronzoli, senza costruire castelli in aria.
Chi è lui per fare questo? 
Insisto nel recriminare la mia presenza con attacchi di tachicardia talmente forti da farli sembrare attacchi di panico. L’unico a essere in panico però sono io. 


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