Passa ai contenuti principali

DIARIO DI UN CUORE/3 - Anche tu sei andato via


Dal mare è arrivato, dal mare è ripartito. Lo sapevo che non sarebbe rimasto. Senza me nessuno rimane. Egocentrico e accentratore? Certo! Come dice Lei sono “UN MALEDETTO MUSCOLO PENSANTE”. Puoi essere d’accordo con me o meno, puoi considerarmi e decidere che per la tua vita non sono importate, puoi tentare di escludermi, ma, in “Cuor tuo”, sono la voce della coscienza, quella che dice la verità anche quando non vuoi ascoltarla. Custodisco le tue paure e tuoi più intimi segreti, solo a me non puoi nasconderli. Ecco perché cerchi di evitarmi. Ho il potere di farti volare e sbatter la faccia su un asfalto coperto di ghiaia in un tempo talmente piccolo da sembrare irreale.
Questa volta però sono confuso. Lei sembra aver trovato una sua dimensione senza di me. Testa e Ragione hanno fatto davvero un bel lavoro. 
“Dove sei andata, cos?hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
Cosa vuol dir sono una donna ormai”
Battisti detta i beat della mia preoccupazione.
La sento più leggera, dinamica, esplosiva. Il viso è disteso e  luminoso nonostante
non dorma quasi. Gli occhi ammiccano alla vita in ogni momento: al bar quando chiede un caffè, quando si perde a guardare la gente in metropolitana o passeggia sola per la città.
Non capisco, davvero. Mi viene quasi il dubbio che potrei non essere fondamentale per la sua felicità.
É partito lasciandola con la promessa di tornare con delle notizie importanti per loro. Guardavano il mare tenendosi stretti. Una promessa solenne, immagino.
Lei gli ha creduto e lo aspetta. Senza ansia, senza controllare nervosamente  le e-mail o posta. Non è questione di fiducia, ma di certezze. Gli crede, punto. Usa la logica, senza fronzoli, senza costruire castelli in aria.
Chi è lui per fare questo? 
Insisto nel recriminare la mia presenza con attacchi di tachicardia talmente forti da farli sembrare attacchi di panico. L’unico a essere in panico però sono io. 


Commenti

Post popolari in questo blog

W le DONNE, NON TUTTE PERÒ

Auguri, ma NON a tutte le donne
Il mio augurio è per quelle Donne che amano le donne, per davvero. Per tutte quelle che non fanno dietrologie, che si aiutano e fanno squadra, perché diciamolo, possiamo essere le peggiori nemiche di noi stesse e del nostro genere. Combattiamo le donne che si fanno promotrici dell’orgoglio femminile e poi sono le prime a fomentare i luoghi comuni.
Alle Donne non devi dire “NON ESSERE INVIDIOSA”, ne conoscono il significato e lo aberrano.
Donna AMA la Donna nella sua Bellezza, nella sua diversità. LOTTA contro chi vuole mortificare la tua femminilità: il nostro corpo non è un peccato mortale, lo è pensare che per essere al pari di un uomo si debba assomigliargli nei modi e nell’aspetto. Io dico: “No, grazie”. 
Rivendico la mia diversità e quella di amare la loro.  Rivendico il diritto di essere fragile, di piangere davanti a un film romantico, di non temere la cavalleria e non aver paura che qualcuno la usi.  Rivendico

SARÒ MAMMA!

Sarò mamma o forse no. Ultimamente me lo chiedo spesso, ma non perché sia scattato l'orologio biologico o sia successo qualcosa che non mi aspettavo.  Appassionata di sociologia mi guardo intorno e vedo una spaccatura delle trentenni di mezzo corso. Abbiamo le single dopo decenni, le neo separate, le fidanzate da una vita e le spose perfette. Tra queste dobbiamo ancora dividere tra chi ha o non ha prole. Premetto che non vuole essere una critica, né tanto meno una presa di posizione, solo il punto di vista di chi, come me non ha ancora procreato a questa età.
Quando hai trentasei anni e non hai figli ti trovi a essere la rappresentante di una categoria ben precisa: futura puerpera attempata (dando per scontato che prima o poi ti farai fecondare). Errato. Alle volte non filiare è una scelta, libera. Capita, lo dico per esperienza, di trovarti al supermercato e di essere l'involontaria protagonista delle critiche della signora dei salumi: "Mio figlio ha quasi 18 anni e io sono an…

JE SUIS FRIDA KAHLO, MA NON AMO COME TE

Cara Frida,
sì, sei andata oltre il mito svestendoti di quell’aura di superiorità per diventare umana. Fai meno paura, sei arrivabile, comprensibile, tangibile, fragile. Eri mito, ora (per me) sei donna. Come me. Credo saremmo diventate amiche, sai?. Forse esagero. Non credo, no. Assomigli molto alle mie amiche e donne che stimo,  quelle che vengono definite “donne con le palle”. Sono donne energiche, spavalde, forti. Hai presente quelle che ci sono sempre, che risolvo problemi e che sembra possano portare sulle loro spalle tutto il  peso del mondo senza aver bisogno di un sostegno. Ne hanno invece , per sopportare  quelli altrui e anche, dopo, i loro. Sono quelle donne che inseguono i loro sogni, i loro ideali con la grinta degli adolescenti, che si scaldano per un torto e che non si pentono mai di quello che hanno fatto, perchè, le ha portate a essere quello che sono.  Lamentano, in silenzio, di non poter mai essere “deboli”, perchè gli altri pensano “tanto lei ce la fa da sola”. Lo confess…