martedì 28 febbraio 2017

DIARIO DI UN CUORE/4 - TI AMO


CANAGLIA! Io lo sapevo. Ve lo avevo detto. Non si è fatto più sentire. Sparito, evaporato, eclissato.
Sono stato spiegato?! E io che rimango qui al mio posto, fedele accanto a lei che mi sfugge.
Ho notizie da Testa che lo pensa spesso e da Razionalità che capisce la sua assenza, lo giustificano perché è la sua assenza ha un senso logico. 
Io no. Non capisco. Uno non può starti vicino praticamente h24 per una settimana, andarsene con la promessa di tornare per poi  lasciarti senza notizie. E tu cosa fai? Stai lì buona buona ad aspettare. 
Non si è mai sentita sta storia. Un pò di dolore, afflizione  rabbia sarebbero il minimo sindacale.
Certo che se mi lasci fuori... Non soffri, è vero, ma non ami. 
Quello che più mi preoccupa è l'assoluta serenità, quasi leggerezza che la accompagna. Me ne sono accorto perché non riesco nemmeno più a farle venire la tachicardia. 
Forse ho sbagliato tutto. Devo fermarmi un momento e rivedere le mie posizioni. 
Lei vive benissimo senza di me, anzi, a vederla direi molto meglio. 
Mi si spezza il cuore, cioè mi sento spezzato, tradito, imbrogliato. Io lo so che abbiamo passato dei bei momenti insieme. Tanti. La prima volta che si è innamorata. Imbranata lei, imbarcato lui. Eppure quando si guardavano negli occhi erano una cosa unica. Le prime scoperte, senza scoprirsi mai.
Siamo stati malissimo insieme quando è stata tradita, per la prima volta, per un'altra.  
Abbiamo sognato insieme facendo teatro, abbiamo combattuto pieni di passione per  tentare di salvare il mondo con lo spirito carico di ideali. Un classico.
E possiamo dimenticare quella sera in cui avevamo deciso che e gli uomini sarebbero rimasti fuori dalla nostra vita ed è arrivato lui. La gente ballava, lei lavorava. Due grandi spalle strette in una t-shirt di Calvin Klein avevano attratto la sua attenzione. Nello stesso momento in cui i loro occhi si erano incrociati era stato Amore. 
Ricordo come fosse ieri quel bacio inaspettato. Leggero, morbido sulla guancia sinistra. Nulla era stato più come prima. La aveva fatta sentire Donna, capace di osare, di spingersi oltre sui limiti. Quando lui la guardava lei si sentiva bellissima. Il suo profumo sulla pelle la faceva sentire una regina anche senza trucco e le scarpe basse. La cosa sorprendente è che tutti si accorgevano di questo suo cambiamento. La luce nei suoi occhi era unica.
Ne abbiamo passate troppe insieme per lasciarci.

Va bene la crisi, ma credo sia
prematuro mettermi in cassa integrazione. Abbiamo ancora così tanto di cui godere insieme. Non posso rinunciare ad Amare ancora.
Tu puoi? Se è così devo dirmelo. No fare la stronza, so che ti riesce benissimo. 
Vuoi ignorarmi? Non puoi, lo sai. Sai che se tiri la corda poi mi perdi? Ti accorgerai di quanto ti manco quando sarà troppo tardi. Non mi meriti. Se preferisci altro, forse mi sono sbagliato su di te. 
Tornerai, lo so. Ma io non sto qui ad aspettarti. O forse sì, dopotutto sono il tuo Cuore e come tale sono in una gabbia, la tua.
O mio Dio. Sono innamorato. Sono innamorato di te. Ti prego ho bisogno di te. Mi manca il fiato, non riesco a dilatarmi, non mi arriva il sangue ai ventricoli, mi sento scoppiare. Guariscimi.
Ora taccio, non amo essere invadente, ma tu smettila di pensare lui. Mi manchi. Questo devi saperlo, anche se ora non sembra contare più. Anche sei sei felice ugualmente. Torna. Te lo dico col Cuore.


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